
Toni appassionati, verve creativa, non rassegnazione alla crisi. Entusiasmo. Il Barcamp di giovedì 11 novembre, nell'Aula Magna della Facoltà di Scienze della Comunicazione, è stato tutto questo e non solo. Sul filo conduttore dell'Europa sociale, sono volate via tre ore di interventi, anche aperti al pubblico. La parola è andata quindi non solo agli esperti, ma agli amatori del tema, a cittadini e studenti, agli analisti della nostra società, italiana ed europea.

Dopo il grande successo della prima puntata del format Vieni via con me, trascinato un po’ dall’inedito tandem Fazio-Saviano, un po’ dalle numerose polemiche che hanno preceduto la messa in onda, un po’ dal sempre scoppiettante Benigni, i riflettori si riaccendono sulla seconda puntata: parteciperanno Fini e Bersani? La questione è interessante sotto due aspetti, tra loro collegati, e che portano la riflessione attorno ai due poli del termine, apparentemente ossimorico, di “politica-pop”.
La storia della comunicazione politica sembra compiere un ulteriore passo con ogni nuovo Presidente degli Stati Uniti. Lo staff presidenziale addetto alla comunicazione, infatti, arriva sempre alla Casa Bianca con una innovativa ricetta per gestire in maniera efficace i media.

Dopo le tumultuose elezioni di medio termine che hanno avuto luogo il 2 novembre 2010, pubblichiamo un approfondimento relativo a un esempio significativo della sfida tra Democratici e Repubblicani: lo scontro tra Harry Reid e Sharron Angle nello stato del Nevada.

Su la Repubblica del 20 ottobre, Antonio Dipollina inquadra con i toni della regressione degli stili della spettacolarizzazione politica l’ultima performance “modellistica” di Bruno Vespa, la ricostruzione dei movimenti degli attori principali del delitto Scazzi (lo zio, la madre, la cugina, la teste chiave) attraverso un plastico della casa di Avetrana.

Sicurezza, sviluppo e democrazia sono processi che viaggiano di pari passo e che non possono né banalizzati, né sottovalutati. Parallelamente la questione dello sviluppo e della democratizzazione di aree disagiate o conflittuali del Pianeta non può sfuggire oggi ad esaminatori attenti dei media. Ecco perché l'appuntamento di venerdì 1° ottobre, presso la Sala della Lupa della Camera dei Deputati, si è rivelato un momento di riflessione di grande rilevanza, non solo in termini di aggiornamento sullo stato attuale delle relazioni internazionali ma anche dal punto di vista dello studio della comunicazione.

Inizio settembre 2010: l’America e il mondo intero si stanno preparando a celebrare il nono anniversario dell’attacco alle Torri Gemelle, prendendo in considerazione l’idea di costruire su quel luogo, non più simbolo della finanza globale ma del terrorismo a sfondo religioso, una moschea ed un centro islamico.

Eludendo qualsiasi considerazione di natura politica e, quindi, prescindendo dal contenuto, il videomessaggio del presidente Fini risulta ugualmente importante per un’analisi di tipo comunicativo.

In un periodo in cui la topografia politica del paese è in preda a forti scosse (se si tratti di un vero e proprio terremoto lo sapremo alla ripresa delle attività) la lettera che Walter Veltroni affida al Corriere della Sera del 24 agosto rischia di rimanere ai margini del dibattito. Ma non è solo una questione legata alla formidabile capacità dell’area politica legata a Silvio Berlusconi di rendere narrazione avvincente anche una questione di spaccature interne: a ben guardare, la lettera ha un sapore di già visto, che può essere il segno di una coerenza politica e programmatica come di un’incapacità di rinnovare le proprie proposte dopo il sostanziale fallimento del 2008.

Di seguito vengono illustrati i primi risultati ottenuti dalla ricerca svolta dal gruppo Offerta dell’osservatorio Mediamonitor Politica sulle ultime elezioni regionali svoltesi nel Lazio. I dati sono naturalmente ancora in corso di elaborazione e andranno completati con i risultati ottenuti dal gruppo Ricezione, che ha analizzato la campagna elettorale dalla parte dei cittadini.