
In un periodo in cui la topografia politica del paese è in preda a forti scosse (se si tratti di un vero e proprio terremoto lo sapremo alla ripresa delle attività) la lettera che Walter Veltroni affida al Corriere della Sera del 24 agosto rischia di rimanere ai margini del dibattito. Ma non è solo una questione legata alla formidabile capacità dell’area politica legata a Silvio Berlusconi di rendere narrazione avvincente anche una questione di spaccature interne: a ben guardare, la lettera ha un sapore di già visto, che può essere il segno di una coerenza politica e programmatica come di un’incapacità di rinnovare le proprie proposte dopo il sostanziale fallimento del 2008.