
Sabato 14 gennaio 2012, prima udienza del Presidente del Consiglio Mario Monti con Papa Benedetto XVI. Tutti gli organi d’informazione giudicano positivi gli esiti del meeting rituale, e concentrano la loro attenzione appunto sugli aspetto maggiormente “di rito”: laRepubblica.it pubblica la fotonotizia dal titolo “Vaticano, niente inchino per Monti”, il Tg1 fa la conta di quanti, tra il Premer e i componenti del suo seguito, abbiano effettuato l’inchino o il bacio dell’anello (Moavero Milanesi), e quanti abbiano cercato ostentatamente una “terza via” tra la riverenza e la più audace postura rigidamente ritta (Terzi di Sant’Agata e Catricalà).

Un deciso cambio di stile nella comunicazione del governo italiano, per alcuni addirittura un capolavoro di comunicazione istituzionale e politica. Così viene definito in Rete nella serata del 4 gennaio il comunicato con cui Mario Monti risponde alla’interrogazione a risposta scritta che fonti stampa attribuiscono a Roberto Calderoli circa “le modalità di svolgimento della cena del 31 dicembre 2011 del medesimo Presidente del Consiglio”.

Riprediamo la pubblicazione del progetto di analisi comunicativa e politico-metodologica dei sondaggi politico-elettorali diffusi dalla stampa nazionale con il report di dicembre 2011.

Il progetto di analisi dei sondaggi politico-elettorali dell'Osservatorio Mediamonitor Politica riprende, ma il gruppo Sondaggi.Com sceglie di non commentare le previsioni di questi giorni, "drogate" dall'eccesso di emotività seguito alle dimissioni di Silvio Berlusconi e ai conseguenti (e affrettati) scenari di riposizionamento. La prossima uscita sarà dunque dedicata a un'analisi più in profondità dei rapporti di forza tra le forze politiche in campo prima del governo Monti, a partire dal voto di fiducia al Governo Berlusconi al Senato e alla Camera del 14 dicembre 2010 agli ultimi sommovimenti della prima metà di novembre 2011.

Sabato 12 novembre 2011, ore 21.42: il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano annuncia di aver ricevuto le dimissioni Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi. La folla che riempie la piazza del Quirinale è in festa, sui social network proliferano tweet, aggiornamenti di status, pubblicazioni di immagini e musiche che inneggiano all’addio del premier, i salotti televisivi si affollano ancor di più di esperti chiamati a rileggere gli ultimi diciassette anni di storia italiana alla luce della debacle dell’ultima settimana parlamentare.

Durante la giornata del 10 novembre, i siti dei principali quotidiani italiani, accanto alla notizia della nomina a senatore a vita di Mario Monti, hanno evidenziato l’avversione / il “no” ad un suo eventuale governo da parte dell’Idv e di Antonio Di Pietro. Lo stesso si ritrova, naturalmente, all’interno del giorno successivo.
Questa notizia è stata rappresentata miranti attraverso due diverse strategie narrative, miranti entrambe a rappresentare in maniera negativa la scelta del leader molisano.

Si è detto e scritto molto sulla teatralità dei fatti dell’8 novembre. Dall’immagine di Silvio Berlusconi che dopo la conta dei voti per l’approvazione del Rendiconto alza gli occhi al cielo con l’aria di un Priamo che sfugga la vista del suo regno in fiamme, ripresa perfino dalla stampa internazionale, al siparietto di Gennaro Malgeri assente per essersi allontanato proprio nel momento più strategico dall’Aula per provvedere alle prescrizioni del suo medico.

La sintesi migliore dello scontro virtuale che ha opposto il Sindaco di Firenze Matteo Renzi e il Segretario del Partito Democratico Pierluigi Bersani negli ultimi giorni di ottobre è forse un titolo di RaiNews24: Renzi lancia il “Wiki Pd”. Bersani: “Idee anni'80”.

Silvio Berlusconi e le donne. Un rapporto che coglie al meglio una delle dimensioni più interessanti della “anomalia” italiana, la capacità del Cavaliere di fare delle sue avventure galanti, gaffes e piccoli scandali sessuali compresi, una parte della sua strategia comunicativa, che solo negli ultimi anni sembra dimostrare qualche cedimento (Ruggiero, 2010). E che pertanto avrebbe pieno diritto di ospitalità nell’articolo de “L’Espresso” nelle edicole venerdì 17 giugno; se non fosse che dall’accostamento tra l’analisi politica di Marco Damilano e il reportage fotografico di Antonello Zappadu emergono segnali contrastanti.

Pubblichiamo, all'indomani del ballottaggio per le elezioni amministrative, l'analisi politico-metodologica dei sondaggi politico-elettorali diffusi dalla stampa nazionale a partire dalle prime tre settimane di aprile.

A botta calda, due sono le evidenze che si possono trarre dai risultati dei ballottaggi alle Amministrative 2011, in particolare riguardo a quelle due città che nella riflessione politica e mediatica dei giorni di campagna elettorale sono state erette ad epicentro dell’eventuale terremoto politico che avrebbe portato con sé la sconfitta del centrodestra nella “sua” Milano e in quella Napoli che si credeva conquistata per disfatta politica della classe dirigente uscente.

Pubblichiamo, alla vigilia del ballottaggio per le elezioni amministrative, l'analisi comunicativa dei sondaggi politico-elettorali diffusi dalla stampa nazionale a partire dalle prime tre settimane di aprile.

L’unico dato certo che è fuoriuscito dalle Amministrative che si sono svolte negli scorsi giorni nel Belpaese sembra essere che il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha sostanzialmente perso. Se Torino e Bologna restano feudi “rossi”, il primo con Piero Fassino (che succede all'altro pidino Sergio Chiamparino), il secondo con Virginio Merola (che riporta la calma dopo lo scandalo "Cinzia-gate" che ha travolto l'ex sindaco del Pd, Flavio Delbono, e che lo ha portato alle dimissioni nel gennaio del 2010) i risultati eccezionali si registrano a Milano, capitale economica della penisola, e a Napoli, capitale del Mezzogiorno.

“Era quel dolo eventuale prefigurato dai magistrati di Torino ciò che rendeva storico il processo sulla improvvisa fuoriuscita di olio bollente che all’una e 43 secondi del 6 dicembre 2007 bruciò la vita di sette operai della Thyssenkrupp … non la morte atroce di sette padri di famiglia. Sembra cinico dirlo, ma è così”, commenta l’inviato del Corriere della Sera presentando la sentenza contro i dirigenti dell’azienda siderurgica tedesca.

Pubblichiamo in allegato il secondo rapporto dell'Osservatorio per il progetto Sondaggi.com, relativo ai sondaggi diffusi durante il mese di marzo 2011.

Cosa sono oggi i partiti politici? Quali funzioni assolvono nelle democrazie più avanzate? Sono ancora quegli attori collettivi, artefici della mediazione, oppure vanno assumendo forme diverse? Questi alcuni degli interrogativi che saranno al centro dell’incontro dal titolo Il partito politico oggi, in programma mercoledì 16 marzo 2011, alle ore 17.00, presso il Centro Congressi del Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale, via Salaria 113. La discussione prenderà il via dalla presentazione del numero monografico di Democrazia e DirittoN. 3-4 2009, dedicato al Partito politico oggi.

Prende il via il progetto di analisi dei sondaggi politico-elettorali pubblicati nelle prime tre settimane di ogni mese, che procederà secondo quattro direttrici complementari.

In un'epoca in cui sempre più spesso i prodotti cercano di virare verso un atteggiamento istituzionale è indicativo che la politica italiana, invece, si produca in uno sforzo di segno quasi opposto, cercando di assumere un atteggiamento più amichevole - o "friendly", come certi linguaggi del marketing insegnano.

Eludendo qualsiasi considerazione di natura politica e, quindi, prescindendo dal contenuto, il videomessaggio del presidente Fini risulta ugualmente importante per un’analisi di tipo comunicativo.

Quale ruolo, all’interno dei meccanismi della comunicazione politica italiana contemporanea, per i conduttori di programmi di approfondimento televisivo?
Tra le caratteristiche distintive dell’evoluzione del formato talk nell’Italia della Seconda Repubblica, è possibile identificare una profonda trasformazione del ruolo del giornalista-conduttore, che da mediatore si fa mediattore, protagonista dell’informazione politico-elettorale.